Primo Carnera: un gigante dal cuore buono

Primo Carnera non è mai stato un bambino mingherlino e denutrito, sebbene la famiglia fosse povera, ma fin dalla sua nascita si mostro per quello che sarebbe diventato: un gigante. Il 25 Ottobre del 1906 infatti venne alla luce con un peso incredibile, 8 kg di neonato, un peso da record! A 15 anni emigra e si sposta in Francia, dove viene ingaggiato da un circo e diventa il Gigante Forzuto. Le persone rimanevano incantate di fronte a lui: 2 metri e 05 di altezza per 120 kg di peso e un bel 52 di piede, sembrava provenire da un altro pianeta.

La fortuna di Carnera arrivò in un giorno come un altro, non ci furono fuochi d’artificio o magie, semplicemente fu notato durante lo spettacolo da Paul Journeé, che seduto sulle sedie di legno del circo, rimase incantato nel vedere il Gigante Forzuto.

Il 12 Settembre del 1926 fu il debutto di Primo Carnera nel mondo della boxe, a Parigi per la precisione, dove si scontrò con Leon Sebillo, che andò k.o. al secondo round. Successivamente si spostò a Londra dove vinse 17 incontri dei 18 disputati. Carnera però non aveva seguito un allenamento ferreo, non combatteva come un vero pugile e la sua tecnica era piuttosto rudimentale. Spesso gli incontri che disputava erano truccati sottobanco dal suo manager, che cercava in ogni modo di far conoscere al mondo il suo Gigante Forzuto.

Dopo anni di incontri in Europa Carnera è pronto per partire alla volta dell’America. Qui la sua popolarità crescerà in modo esponenziale, Primo diventerà l’eroe degli emigrati italiani alla ricerca del sogno americano. La stampa italiana continua però a non prendere in considerazione Carnera e a considerarlo un pugile di serie b, finché il Gigante Forzuto non riuscirà a fare la magia e fargli cambiare idea.

Arriviamo così al 30 Novembre del 1930, Carnera si scontra in Spagna con Uzcudum, che quattro anni prima lo aveva battuto. Gli organizzatori dell’incontro cercarono in ogni modo di avvantaggiare lo sfidante di Carnera, Uzcudum, lo spagnolo, ex campione europeo. Gli organizzatori costringono Primo a utilizzare dei guantoni più piccoli e l’incontro non è una passeggiata. Carnera però riesce a vincere ai punti, riuscendo a dimostrare a tutti il suo valore e a far cambiare idea a tutti i cronisti sportivi italiani. Carnera in questa stagione vincerà 24 dei 25 incontri combattuti.

Dopo un periodo burrascoso (Primo scopre di essere ingannato dal manager che guadagna percentuali sempre maggiori, lasciandolo quasi sul lastrico) arriviamo al 10 Febbraio del 1933: giorno dell’incontro per il titolo del mondo. Ernie Shaaf, pugile di rilievo, è lo sfidante di Carnera per il titolo. Dopo un lungo combattimento Carnera riesce a mandare a tappeto Shaaf alla tredicesima ripresa. Le condizioni di Shaaf sono gravissime e sebbene Primo cerchi di aiutarlo e venga portato di corsa in ospedale, morirà poche ore dopo l’incontro. Il Gigante è distrutto e decreta il suo ritiro dal mondo della boxe.

Alcuni mesi dopo però i familiari e gli amici lo convincono a riprendere in mano la sua vita, a ricominciare ad allenarsi e soprattutto a cercare di battersi per il titolo dei pesi massimi contro Jack Sharkey. Il 23 Giugno del 1933 Carnera diventa il campione del mondo dei pesi massimi, portando l’Italia sulla vetta del mondo. Tornato in Italia un bagno di folla lo attende in tutte le maggiori città e il fascismo cercherà in ogni modo di strumentalizzare la sua vittoria a favore del regime. Carnera in questo momento perde di vista il suo obiettivo, glorificato dall’amore delle persone che lo vedono quasi come un dio. Gira dei film, partecipa alla vita mondana e spesso la sua foto è sui rotocalchi di spicco.

Carnera perderà il titolo l’anno successivo, contro Max Baer, dopo 11 lunghissime riprese Primo si arrende, distrutto dai pugni dell’avversario e dal fisico non più allenato a sostenere i ritmi del ring.

Dopo la sconfitta viene dimenticato dalla stampa e del manager, si ammala di una grave malattia renale, che successivamente si scoprirà essere cerrosi epatica, forse causata dai pugni al fegato.

Morirà nel 1967, i funerali si svolgeranno a New York e tra i partecipanti c’è anche l’italiano neo campione dei pesi massimi, Nino Benvenuti. Sulla tomba di Carnera è scritta una sola frase:

                          Mens sana in corpore sano