Nino Benvenuti: la stella della boxe italiana

Nino Benvenuti è stato una dei più grandi pugili italiani, incoronato Fighter of the Year nel 1968, è stato uno degli atleti italiani più amati dal pubblico e che ha vinto il maggior  numero di premi in questo sport.

Nino nasce nel 1938 in Istria. La passione per la boxe inizia quasi subito per Nino, che a 13 anni comincia ad allenarsi in una palestra vicino casa. Il padre è un grande amante del pugilato e porta il figlio ad amare questo sport più di quanto faccia lui. Benvenuti pian piano inizia a vincere i match, prima i locali, poi i provinciali, fino ad arrivare imbattuto all’incontro per il titolo Nazionale. Siamo nel 1955 e Nino Benvenuti vince il titolo di campione italiano.

Rimarrà imbattuto fino al 1956, anno in cui subirà la sua prima sconfitta, in Turchia. Questa è l’unica macchia nella carriera dilettantistica di Benvenuti, che conta ben 120 vittorie e quest’unica sconfitta. Una sola macchiolina su una carriera a dir poco strepitosa!

Arriviamo al 1957, anno di vittorie importantissime per il pugile, una su tutte: l’oro agli Europei di Praga. Da questo momento in poi è un successo dietro l’altro (due anni dopo vincerà nuovamente l’ora agli Europei). Ma il sogno di Nino è di ben altra portata, fin da piccolo infatti ha un obiettivo: vincere l’oro alle Olimpiadi. 

A queste parteciperà nel 1960 e non solo parteciperà, ma vincerà tutto! I quattro incontri per il titolo per giungere all’oro verranno portati a casa da Benvenuti, senza neanche un accenno di debolezza, riuscendo così ad ottenere l’oro alle Olimpiadi del 1960. Ma l’oro non bastava a Nino che riuscì addirittura a vince la prestigiosissima coppa Val Barker, soffiandola a Cassius Clay. Nino Benvenuti era il miglior pugile delle Olimpiadi di quell’anno, quindi la coppa gli spettava di diritto.

Al professionismo si avvicinerà dal 1961, uscendo dal pugilato dilettantistico con ben 120 vittorie e una sola sconfitta. Dal ’61 al ’63 Nino si batte senza mai perdere, vincendo la bellezza di 29 incontri da professionista. Il campione Benvenuti comincia, anche nella boxe professionale, a scalare le classifiche e a vincere incontri in tutta Europa. Durante questi anni nasce la rivalità con Sandro Mazzinghi, campione mondiale dei pesi welter. La stampa comincia a chiedere a gran voce un incontro tra i due, che avverrà il 18 giugno del 1965 a Milano, dove l’evento farà il tutto esaurito.

Nino Benvenuti con un montante ben assestato mette a tappeto l’avversario e si prende di diritto il titolo di campione del mondo dei pesi welter. Poco dopo però il pugile italiano decide di accettare la sfida lanciata dal coreano Ki-Soo Kim. Vola in Corea per l’incontro e torna in patria sconfitto!

Le vicende sull’incontro sono assai controverse e spesso è stato detto il match fosse stato truccato. Rimane il fatto però che Benvenuti perse il titolo e dopo questo incontro decise di abbandonare i pesi welter per dedicarsi solo al titolo mondiale dei pesi medi.

Arriviamo così alla trilogia di Emile Griffith, boxeur americano campione WBA e WBC. Il primo incontro vede Benvenuti come grande sfavorito del match, non ha speranza contro il campione secondo i sondaggi. Contro ogni aspettativa però Nino vince ai punti, aggiudicandosi 10 riprese su 15. Decide così di rimanere in America per continuare ad allenarsi e arrivare al meglio alla seconda sfida con Griffith.

17 aprile 1967 si svolge il secondo incontro, il pubblico di Benvenuti è davvero impressionante: tra i 16 e i 18 milioni di italiani passeranno la notte attaccati alla radio, che trasmetterà in diretta la cronaca dell’incontro. Benvenuti non li delude e sconfigge Griffith, portandosi così a casa la cintura WBA e WBC. Per contratto però deve dare la rivincita a Griffith, così il 27 settembre dello stesso anno si svolge il terzo incontro tra i due.

Questa volta sebbene Benvenuti sia il favorito, non riesce ad ottenere la vittoria,  Griffith vince la sfida e si riprende la cintura e il titolo. Il pugile italiano ricorda l’incontro come uno dei più duri della sua carriera: alle prime riprese un pugno al tronco gli rompe una costola e ogni possibilità di vittoria svanisce. Nino rimarrà in piedi solo per orgoglio, non voleva subire l’umiliazione del k.o.

Tra i due però non può finire così, concordano un ultimo incontro: una sfida che decreterà il vincitore del titolo. Questa volta Benvenuti decide di non rischiare e manda al tappeto Griffith, il titolo WBA e WBC ritorna nelle sue mani. Nino Benvenuti difenderà il titolo in ben 5 incontri negli anni successivi, riuscendo sempre a risultare vincitore.

Nel 1971 però lo scontro con Mazòn, un pugile argentino in ascesa, gli porterà via il titolo. Nino perderà il primo incontro per k.o. e il secondo match verrà interrotto dall’allenatore che butterà a terra la spugna. Le conseguenze fisiche per Benvenuti sarebbero state troppo gravi, l’allenatore preferì interrompere il match, piuttosto che vedere Benvenuti ridotto una maschera di sangue.

Nel 1971 Benvenuti annuncia il suo ritiro, concluderà la carriera con 90 incontri da professionista dei quali 82 vinti (35 per k.o.); 1 pareggiato e solo 7 sconfitte.